domenica 31 maggio 2009

Recensione del libro "Undici Minuti"


Titolo: Undici Minuti
Autore: Paulo Coelho
Editore: Bompiani
Prezzo: 18.00

Trama
: “Undici Minuti" racconta la storia di Maria: il sogno di una giovane ragazza brasiliana che, seguendo il miraggio di una vita più felice, dopo avere conosciuto un impresario teatrale sulla spiaggia di Rio de Janeiro, accetta di trasferirsi a Ginevra per intraprendere la carriera di ballerina di samba. Purtroppo non riuscirà a realizzare il suo progetto e finirà presto in un night club di Rue de Berne, il quartiere a luci rosse di Ginevra. Con l'ingenuo cinismo di chi non ha ancora conosciuto l'amore, Maria eserciterà la prostituzione non solo per sopravvivere e recuperare il denaro necessario per tornare in Brasile e comprare un'azienda agricola, ma anche per conoscere appieno il mondo e l'anima delle persone.
«Il mio obiettivo è comprendere l'amore», scrive la protagonista tra le pagine del suo diario: cercherà di farlo sforzandosi di cogliere l'essenza del sentimento, attraverso la lente di fugaci appuntamenti che la sua attività le impone.

Gli "undici minuti" del titolo, rappresentano il limitato arco di tempo che Maria dedica a ciascun uomo, diventano quindi lo strumento attraverso il quale la ragazza entra in contatto con l'anima degli sconosciuti che incontra. E sarà proprio uno di questi uomini, il pittore Ralf Hart, che riuscirà a farle vivere e comprendere ciò che conta davvero, e ad aprirle le porte di una nuova consapevolezza.

Esperto narratore e fine indagatore dei segreti dell'anima, Paulo Coelho, riesce ad affrontare anche i temi più impegnativi, senza rinunciare a una narrazione scorrevole e di piacevole lettura. La passione, la magia del desiderio, i piaceri, i misteri, la spiritualità e la sacralità dell'amore sono i veri protagonisti di questo suo primo romanzo "erotico"; una storia di grande intensità emotiva, che invita alla riflessione, senza mai perdere freschezza e spontaneità.

Creare divertenti Avatar personalizzati


Popolo delle chat, forum, community etc etc..

Avete mai pensato di creare un avatar che vi assomigli, in stile cartone animato?!

Penso proprio di si; ed è per questo che voglio consigliarvi
questo sito dove potrete finalmente dar spazio alla fantasia. Come potete vedere dall'immagine, gli avatar sono semplici da creare, e basterà, una volta averlo arricchito con gli accessori più stravaganti, salvarlo semplicemente come immagine e inserirlo nei vostri siti o programmi utilizzati!
Buon divertimento!

venerdì 29 maggio 2009

I Sogni


Sigmund Schlomo Freud (Příbor, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939) è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo, fondatore della psicoanalisi, una delle principali correnti della moderna psicologia. Ha elaborato una teoria, secondo la quale l'inconscio esercita influssi determinanti sul comportamento e sul pensiero umano, e sulle interazioni tra individui.
Nella psicoanalisi l'impulso sessuale e le sue relazioni con l'inconscio sono alla base dei processi interpretativi.
In principio si dedicò allo studio dell'ipnosi e dell’isteria, sui quali basò alcuni principi basilari della psicoanalisi, relativi alle relazioni medico-paziente: la resistenza e il transfert, associazioni libere, lapsus e l'interpretazione dei sogni.
Uno degli elementi fondamentali della psicanalisi fu proprio lo sviluppo della tecnica della “libera associazione”, attraverso la quale Freud cercava di raccogliere informazioni sul significato latente dei sogni raccontati dai propri pazienti.
Ciò che invece scaturisce l’origine dei sogni, secondo Freud, sono i nostri desideri più nascosti (inconsci); tali desideri operano all'interno della psiche umana e durante la notte si manifestano per via della minore attività della coscienza, per cui il sogno rappresenta la soddisfazione di un desiderio spesso inaccettabile all' “Io”.
Freud distingue il contenuto manifesto, e il contenuto latente; spiega la differenza col fatto che il contenuto latente viene trasformato in modo da non risultare riconoscibile, ed eludere in questo modo la censura applicata dal “Super-Io” del soggetto sognante.


Inoltre ipotizza come il sogno tragga origine spesso da residui psichici diurni, i quali, non sarebbero in grado di portare alla formazione del sogno se non si rafforzassero con un desiderio inconscio, per lo più infantile, in grado di amplificarlo e portarlo all'attenzione della coscienza.
Per Freud vi erano una serie di leggi che regolavano la formazione del contenuto manifesto di un sogno.
Condensazione: Collegamento tra elementi che nella veglia sarebbero scollegati. Quindi ogni elemento manifesto del sogno rappresenta o può rappresentare una quantità di elementi latenti.
Spostamento: Attribuzione di un carattere di un elemento ad un altro elemento.
Drammatizzazione: Contenuti latenti del sogno sono rappresentati nel sogno manifesto tramite azioni o situazioni.
Simbolizzazione: Un elemento accettabile alla coscienza che nasconde un contenuto inaccettabile.
Freud stabilì un certo numero di simboli che considerava universali, ma ha sempre ritenuto che per dare significato al simbolo usato da una persona fosse indispensabile conoscerla bene.
Rappresentazione per l'opposto: Contenuto manifesto è l'opposto del contenuto latente. Ossia ciò che ricordiamo di un sogno è l'opposto di quello che in realtà è il nostro desiderio, consistente appunto nel contenuto latente.

I sogni sono in pratica ciò che di più profondo e misterioso c’è in noi.

Allora sognate, perché come cita Alan Drew: “I sogni sono illustrazioni dal libro che la tua anima sta scrivendo su di te.”

giovedì 28 maggio 2009

Champions League: Vince il Barcellona!


Il Barcellona vince la Champions League, battendo nella finale di Roma il Manchester United per 2-0. Gol di Eto'o e di Messi, uno per tempo.
Nei primi minuti, due conclusioni di Cristiano Ronaldo. Ma passa il Barcellona al 10' con Eto'o: servito da Iniesta, conclude con un esterno destro. I catalani gestiscono bene il possesso palla e sfiorano il raddoppio nel secondo tempo con Henry e Xavi (palo su punizione), fino a raggiungerlo al 70' con un colpo di testa di Messi su cross di Xavi.

"Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a Paolo Maldini, un esempio per tutti. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell'addio, ma sappia che ha l'ammirazione di tutta l'Europa, da 25 anni. La dedica mia, dei giocatori e della società è per Maldini. Se cambia idea e volesse giocare ancora un anno, può venire a farlo da noi". Così
Guardiola, ai microfoni della Rai, ha parlato dopo la conquista della Champions League. "Abbiamo iniziato male, poi il gol ci ha tranquillizzato e un pò fa piacere vincere qui a Roma. Un abbraccio a tutti gli italiani".

E' un Carles Puyol raggiante al termine della partita che ha consegnato al suo Barcellona la terza Champions League della sua storia. "Quando ero bambino - ha detto il capitano dei Blaugrana - sognavo di ripetere le gesta del dream team di Johan Crujff del 1992. E' per me un grande orgoglio avere raggiunto questo traguardo dopo avere lavorato bene per tutta la stagione".

A tutto il team del Bacrellona vanno i nostri migliori auguri, e speriamo (perchè no), che presto la "coppa dalle grandi orecchie" possa tornare a qualche club italiano.

Vi proponiamo di seguito l'Highlights della finale:

mercoledì 27 maggio 2009

Recensione del libro "La Solitudine dei Numeri Primi"

Titolo: La Solitudine dei Numeri Primi
Autore:
Paolo Giordano
Editore: Mondadori
Prezzo: 18.00

Trama:
Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi.

Vincitore del "Premio Strega" nel 2008, il libro di Paolo Giordano, (qui al suo esordio da scrittore) narra le vite parallele dei due protagonisti attraverso le vicende spesso dolorose, che ne segnano l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta.
Vi annuncio che il testo non è di facile lettura in alcuni tratti, ma se riuscirete a coglierne le sottili sfumature psicologiche, vi piacerà senz'altro!

Breve Storia del Reiki


Il nome Reiki deriva dalla pronuncia di due caratteri giapponesi che descrivono l'energia in se: "霊 rei" (significante “l'al di là” o “spirituale”) e "気 ki" (in cinese qi, significato di “energia” o “forza vitale”).
Nelle lingue occidentali, il significato di Reiki è spesso definito come Energia Vitale Universale.
La storia ebbe inizio intorno al 1870 a Kyoto, con la figura di Mikao Usui, un monaco giapponese di religione cristiana.
Usui era, oltre che monaco, anche sacerdote e, nel corso di un sermone domenicale rivolto agli studenti di una scuola cattolica, si sentì chiedere se credesse all’autenticità storica dei miracoli compiuti da Gesù e se fosse in grado di compierli anch’egli.
Ciò scatenò in Usui una profonda crisi interiore.
In seguito si mise alla ricerca di un qualunque documento della fede cristiana, che potesse indicargli qualche traccia relativa ai metodi di guarigione.
La ricerca si svolse in Giappone e negli Stati Uniti, ma non portò a nulla.
Tornato a Kyoto, si rese conto che anche il Buddha aveva compiuto guarigioni apparentemente miracolose, per cui continuò le ricerche, visitando tutti i monasteri che riusciva a raggiungere, per poter esaminare i documenti lì custoditi.
Dopo quasi dieci anni di studio, leggendo un antico testo sanscrito, trova una serie di insegnamenti, purtroppo non completi.
Decise allora di trascorrere ventuno giorni in ritiro sulla cima del monte Kurayama, pregando Dio di fornirgli la soluzione del problema.
Mikao Usui iniziò il suo ritiro, tra la preghiera, la meditazione, il digiuno e qualche canto per allietarsi un pò.
Il ventunesimo giorno vide una sfera di luce che si dirigeva verso di lui che, invece di spostarsi, fece si che lo colpisse in pieno: l’impatto trasportò la sua coscienza in un mondo di luci che gli apparvero come simboli e in un attimo si rese conto di come usare correttamente quelli trovati in precedenza.
I primi “miracoli” li fece su di lui, poi si mise a servizio gratuito dei poveri, grazie ai quali si rese conto che il Reiki non bastava da solo: l’importante era essere decisi a migliorare le proprie condizioni personali e condurre una vita onesta ed equilibrata.
Da questo momento in poi si mise in viaggio per il Giappone, dove, prestando servizio a chi realmente intendeva migliorarsi per migliorare, incontrò quello che sarebbe stato il suo successore come “Sensei” (先生 : “Maestro”) del Reiki: il Dottor Chujiro Hayashi, un ufficiale della riserva della Marina Imperiale Giapponese.
Lavorando insieme per diversi anni, nei pressi del Palazzo Imperiale, fondarono una vera e propria clinica chiamata “Shina Nomachi”, ma i trattamenti continuarono ad essere gratuiti.
Alcune cure furono specializzate e raffinate, purtroppo perdute con la Seconda Guerra Mondiale, quando la Shina Nomachi fu distrutta e i maestri morirono.
Il Reiki si diffuse ugualmente però, grazie a Hawayo Takata.
Hawayo Takata nacque da genitori di origine giapponese a Kauai, nelle isole Hawaii, il 24 dicembre del 1900.
Nel 1935, mentre si trovava in Giappone a visitare la propria famiglia di origine, le sue condizioni di salute si aggravarono improvvisamente;
soffriva di un tumore all’utero, difficilmente operabile per un enfisema polmonare derivato dall’asma che rendeva problematico il sottoporsi all’anestesia. A questo punto decisero di operarla al Maeda Hospital di Ahsaka.
Pochi giorni prima dell’intervento iniziò a percepire una voce interiore la quale le suggeriva che non era necessario farsi operare perché c’era un altro modo.
Si rivolse ai dottori che la curavano e scoprì l’esistenza del Reiki.
Visitò la Shina Nomachi e, dopo alcuni momenti di perplessità e scetticismo vi si fece ricoverare, riacquistando una perfetta salute in quattro mesi di trattamenti intensivi da parte di numerosi terapeuti.
Una volta guarita, Hawayo Takata decise di imparare la tecnica che l’aveva salvata.
In un solo anno acquisì i primi due livelli, in seguito conferì anche il terzo, il quale, oltre a poterlo praticare, offriva l’opportunità di poterlo insegnare.
Seguita alle Hawaii da Hayashi, grazie a una serie di conferenze il Reiki si diffuse.
Dopo un periodo lontani si rividero in Giappone, prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Hayashi sapeva ciò che stava per accadere e sapeva che essendo un ufficiale della Marina Imperiale, avrebbe provocato tante morti; annunciò quindi che sarebbe morto per la rottura di tre vasi sanguigni il 10 maggio 1941.
Ciò accadde davvero e di fronte ad Hawayo Takata e ad altri discepoli: Hayashi con la sola forza del pensiero si ruppe i vasi sanguigni come aveva predetto.
Prima di morire nominò Hawayo Takata nuovo Maestro Mondiale di Reiki.
Hawayo Takata tornò alle Hawaii e diffuse il Reiki negli Stati Uniti, nominando prima della sua morte (avvenuta nel 1980) ventidue Maestri, tra cui la nipote Phyllis Lei Furumoto (che insieme fondarono la American Reiki Association e successivamente la American International Reiki Association).
Non esistono prove certe di tutta questa storia.
Quel che è certo è che in Giappone nessuno conosce il Reiki.
C’è una tecnica simile chiamata “Jorei”… Come spiegare questo mistero?
Gli uomini veramente grandi preferiscono essere ricordati per il loro operato piuttosto che per il proprio nome.
Forse sarebbe più giusto accettare il Reiki per quello che è, e per quello che può donare a chi ne percepisce il VERO senso.

martedì 26 maggio 2009

"DogoCrazia" il nuovo Album dei Club Dogo


Eccola qui la copertina ufficiale del nuovo album del trio milanese.
"DogoCrazia" sarà disponibile in tutti i negozi dal 5 giugno 2009, di cui è gia stato proposto il nuovo singolo "Sgrilla". Ovviamente non mancheranno i featuring con tutta la Dogo Gang, tra cui ricordiamo Vincenzo da Via Anfossi, Deleterio e Marracash (solo per citarne alcuni). Vi presentiamo in anteprima la tracklist ufficiale:

01 - Droga Rap

02 - Sgrilla!!

03 - All’inferno

04 - Tanta roba

05 - Il mio mondo, le mie regole

06 - Brucia ancora (feat. J-Ax)

07 - Boing

08 - Meglio che morto (feat. Marracash)

09 - Richiamami domani

10 - Né fama, né soldi (feat. Terron Fabio)

11 - Gunz from Italy (feat. Kool G Rap)

12 - Amore infame

13 - Infamous Gang (feat. Infamous Mobb, Vincenzo da Via Anfossi, Montenero)

14 - Ragazzi fuori (feat. Karkadan)

15 - Sangue, Strass, Pailettes


Non ci resta quindi che attendere la data di uscita, e correre ad acquistare il disc
o!